NASpI e partita IVA: sono compatibili?
La risposta è sì: la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è compatibile con l'apertura di una partita IVA, inclusa quella in regime forfettario. Tuttavia, ci sono regole specifiche da rispettare per non perdere l'indennità. La normativa di riferimento è il D.Lgs. 22/2015 (art. 10), come interpretato dalle circolari INPS n. 94/2015 e successive.
Il meccanismo funziona così: se apri una partita IVA durante il periodo di percezione della NASpI, l'indennità viene ridotta in proporzione al reddito previsto dall'attività autonoma. Se il reddito annuo supera una soglia, la NASpI viene sospesa.
La comunicazione obbligatoria all'INPS
Il primo e fondamentale obbligo è la comunicazione all'INPS dell'apertura della partita IVA. Questa comunicazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di apertura della P.IVA (o dalla data di inizio dell'attività, se diversa). Nella comunicazione devi indicare il reddito annuo previsto dall'attività autonoma.
Come effettuare la comunicazione
La comunicazione va fatta telematicamente attraverso il sito INPS, nella sezione "NASpI" → "Comunicazione attività autonoma". Dovrai indicare:
- Data di apertura della partita IVA
- Codice ATECO dell'attività
- Reddito annuo presunto (stima del reddito forfettario, non dei ricavi)
Come viene ridotta la NASpI
Una volta comunicata l'apertura della P.IVA e il reddito previsto, la NASpI viene ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di durata della prestazione. La riduzione viene applicata mensilmente.
Calcolo pratico della riduzione
Il reddito rilevante ai fini della riduzione è il reddito forfettario (ricavi × coefficiente di redditività), non i ricavi lordi. Questo è un vantaggio significativo del regime forfettario rispetto all'ordinario.
| Ricavi previsti | Coeff. | Reddito forfettario | Riduzione NASpI (80%) | Riduzione mensile (su 12 mesi) |
|---|---|---|---|---|
| € 10.000 | 67% | € 6.700 | € 5.360 | € 447 |
| € 20.000 | 67% | € 13.400 | € 10.720 | € 893 |
| € 30.000 | 67% | € 20.100 | € 16.080 | € 1.340 |
| € 10.000 | 78% | € 7.800 | € 6.240 | € 520 |
La riduzione mensile viene sottratta dall'importo lordo della NASpI. Se la riduzione è superiore all'importo della NASpI, l'indennità viene azzerata ma non sospesa (c'è una differenza importante).
Il limite di reddito: soglia dei 5.500€ (per il forfettario)
Esiste una soglia di reddito annuo sotto la quale la NASpI non viene ridotta ma resta intatta. Per il lavoro autonomo, questa soglia è fissata a 5.500€ di reddito annuo (importo aggiornato periodicamente dall'INPS).
Se il tuo reddito forfettario previsto è inferiore a 5.500€, comunichi comunque l'apertura della P.IVA all'INPS ma la NASpI non subisce alcuna riduzione. Questo è vantaggioso per chi apre la partita IVA ma prevede di fatturare pochissimo nel primo anno.
Sospensione della NASpI: la soglia degli 8.500€
Se il reddito annuo derivante dall'attività autonoma supera gli 8.500€ (soglia di "non imposizione" per il lavoro autonomo), la NASpI viene sospesa per l'intera durata dell'attività, fino a un massimo di 6 mesi. Al termine dell'attività (se chiudi la P.IVA o se il reddito scende sotto la soglia), la NASpI riprende per il periodo residuo.
Incentivo all'autoimprenditorialità: la NASpI anticipata
Un'alternativa interessante è richiedere l'erogazione anticipata in un'unica soluzione dell'intero importo residuo della NASpI, da utilizzare come capitale per avviare l'attività autonoma. Questa opzione è prevista dall'art. 8 del D.Lgs. 22/2015 e funziona così:
- Puoi richiedere l'anticipazione della NASpI residua se avvii un'attività di lavoro autonomo, un'impresa individuale o sottoscrivi una quota di capitale di una cooperativa
- La richiesta va presentata all'INPS entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività
- L'importo viene erogato in un'unica soluzione, al netto della contribuzione figurativa
- Se il reddito dall'attività supera gli 8.500€ annui, o se instauri un nuovo rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza naturale della NASpI, devi restituire l'importo anticipato
Quando conviene la NASpI anticipata
L'anticipazione conviene se hai bisogno di capitale iniziale (per attrezzature, licenze, marketing) e sei ragionevolmente sicuro di non tornare a lavorare come dipendente prima della scadenza naturale della NASpI. Non conviene se prevedi di cercare un nuovo impiego a breve o se non hai bisogno di un investimento iniziale.
Cronologia operativa: cosa fare e quando
- Prima di aprire la P.IVA: calcola il reddito forfettario previsto e verifica l'impatto sulla tua NASpI
- Apertura P.IVA: apri la partita IVA in regime forfettario (o decidi per la NASpI anticipata)
- Entro 30 giorni: comunica all'INPS l'apertura della P.IVA e il reddito previsto (tassativo!)
- Entro 30 giorni (se NASpI anticipata): presenta la domanda di anticipazione
- A fine anno: comunica all'INPS il reddito effettivo per la conguaglio finale
Il conguaglio di fine anno
Alla fine dell'anno (o alla presentazione della dichiarazione dei redditi), l'INPS effettua un conguaglio tra il reddito previsto comunicato all'apertura e il reddito effettivo risultante dalla dichiarazione:
- Se il reddito effettivo è inferiore a quello previsto: hai diritto a un rimborso della NASpI trattenuta in eccesso
- Se il reddito effettivo è superiore a quello previsto: dovrai restituire la differenza di NASpI percepita in eccesso