Aggiornato alla Legge di Bilancio 2026 — Tutte le novità fiscali per i forfettari

Regime Forfettario per E-commerce

Vendere online con partita IVA forfettaria: codici ATECO, gestione dell'IVA sui marketplace, dropshipping, Amazon FBA, prodotti digitali e tutto quello che devi sapere.

Si può fare e-commerce con il regime forfettario?

Assolutamente sì. Il regime forfettario è una delle opzioni più usate da chi avvia un'attività di vendita online in Italia, sia come attività principale che come progetto parallelo al lavoro dipendente. La semplicità contabile e la tassazione agevolata lo rendono ideale per testare un business online senza appesantirsi di burocrazia.

Tuttavia, l'e-commerce ha specificità fiscali che lo distinguono dalle attività di servizi o consulenza. In questa guida analizziamo ogni aspetto: dalla scelta del codice ATECO alla gestione dei marketplace, dal dropshipping ai prodotti digitali.

Codici ATECO per l'e-commerce

La scelta del codice ATECO per un e-commerce dipende dal tipo di prodotti venduti e dal modello di business. Ecco i codici più comuni:

Modello di businessCodice ATECOCoeff.Note
E-commerce prodotti fisici (generico)47.91.1040%Commercio al dettaglio per corrispondenza o internet
Dropshipping47.91.1040%Stessa classificazione del commercio online
Amazon FBA / marketplace47.91.1040%Il marketplace è solo il canale di vendita
Vendita prodotti digitali (ebook, corsi)47.91.10 o 58.1940% o 67%Dipende dalla natura del prodotto digitale
Vendita software/app62.01.0067%Se sviluppi tu il software
Affiliate marketing73.11.0278%Attività promozionale/pubblicitaria
Vantaggio del coefficiente 40%: il commercio online con il codice 47.91.10 ha il coefficiente più basso (40%), che significa che il 60% dei ricavi è considerato "costi" dal fisco. Per un e-commerce con margini elevati (es. prodotti a marchio proprio, print-on-demand), questo è estremamente vantaggioso. Su 50.000€ di ricavi, il reddito forfettario è solo 20.000€.

La questione IVA nell'e-commerce forfettario

Come forfettario, non applichi l'IVA sulle vendite. Questo ha implicazioni specifiche per l'e-commerce.

Vendite a privati italiani

Nessun problema: vendi senza IVA. I tuoi prezzi sono "finali" e più competitivi rispetto a un e-commerce in regime ordinario che deve aggiungere il 22% di IVA. Se vendi un prodotto a 50€, il cliente paga 50€. Un concorrente in regime ordinario dovrebbe vendere a 50€ + IVA = 61€ per avere lo stesso margine.

Vendite a privati UE (regime OSS)

Qui si complica. Le vendite a distanza a privati in altri paesi UE sono soggette al regime OSS (One Stop Shop) quando superano la soglia di 10.000€ annui. Tuttavia, i forfettari sono esonerati dall'OSS perché non applicano IVA. Le vendite intra-UE a privati restano quindi senza IVA. Attenzione: questa è un'area normativa in evoluzione, consulta il tuo commercialista per confermare la tua situazione specifica.

Vendite a soggetti con P.IVA UE

Per le vendite di beni a soggetti con partita IVA in un altro paese UE, si applica il reverse charge. Emetti fattura senza IVA indicando che l'operazione è in reverse charge. Il cliente estero applicherà l'IVA nel proprio paese.

Vendite extra-UE

Le esportazioni verso paesi extra-UE non sono soggette a IVA (operazioni non imponibili). Come forfettario, emetti fattura senza IVA. Dovrai gestire la documentazione doganale se applicabile.

E-commerce su marketplace: Amazon, eBay, Etsy

Vendere su un marketplace come Amazon, eBay o Etsy con partita IVA forfettaria è possibile, ma ci sono aspetti specifici da gestire.

Fatturazione

Quando vendi su un marketplace, la fattura la emetti al cliente finale (il privato che acquista), non al marketplace. Il marketplace è solo un intermediario. Per le vendite a privati in Italia, non sei obbligato a emettere fattura se non richiesta dal cliente — ma è buona pratica farlo comunque per tracciare i ricavi.

Commissioni del marketplace

Amazon, eBay e altri marketplace trattengono una commissione su ogni vendita. Questa commissione non è un costo deducibile nel regime forfettario (nessun costo è deducibile a parte i contributi INPS). Tuttavia, il tuo ricavo ai fini fiscali è l'importo lordo della vendita, non il netto dopo le commissioni.

Punto critico: se vendi un prodotto a 100€ su Amazon e Amazon trattiene 15€ di commissione, il tuo ricavo fiscale è 100€, non 85€. I tuoi 85.000€ di limite vanno calcolati sul lordo delle vendite, non sul netto incassato. Questo può fare la differenza per chi si avvicina al limite.

Amazon FBA: gestione del magazzino

Con Amazon FBA (Fulfilled by Amazon), Amazon gestisce il magazzino e la spedizione per te. Il tuo prodotto viene stoccato nei centri logistici di Amazon, che possono trovarsi in diversi paesi UE. Questo può generare obblighi di registrazione IVA nei paesi dove è stoccata la merce — un problema complesso che i forfettari devono gestire attentamente con il supporto di un commercialista esperto in e-commerce internazionale.

Dropshipping con il forfettario

Il dropshipping è un modello di e-commerce in cui non possiedi fisicamente la merce: il cliente ordina sul tuo sito, tu inoltri l'ordine al fornitore, che spedisce direttamente al cliente. Come forfettario:

  • Codice ATECO: 47.91.10 (commercio al dettaglio), coefficiente 40%
  • Ricavi: il prezzo di vendita al cliente, non il margine
  • IVA: non applicata in fattura al cliente finale
  • Costi del fornitore: non deducibili (il coefficiente 40% copre forfettariamente tutti i costi, incluso il costo della merce)
  • Camera di Commercio: obbligo di iscrizione (attività commerciale)
  • Gestione INPS: Gestione Commercianti (non Gestione Separata)

Quando il forfettario è vantaggioso per il dropshipping

Il coefficiente del 40% significa che il fisco presume costi pari al 60% dei ricavi. Se il tuo margine effettivo è superiore al 40% (cioè il costo della merce + spedizione è inferiore al 60% del prezzo di vendita), il forfettario è vantaggioso. Se il margine è più basso (come spesso accade nel dropshipping low-cost), potresti pagare più tasse del necessario.

Prodotti digitali: corsi, ebook, template

La vendita di prodotti digitali (corsi online, ebook, template, software) è probabilmente il modello di e-commerce più adatto al regime forfettario. Ecco perché:

  • Margini altissimi: il costo di produzione di un prodotto digitale è fisso (il tempo per crearlo) ma il costo marginale di vendita è praticamente zero. Il margine effettivo è spesso superiore al 90%
  • Il coefficiente 40% (se classificato come commercio) ti riconosce il 60% di costi presunti — molto più dei tuoi costi reali. Paghi tasse su solo il 40% dei ricavi
  • Nessun magazzino, nessuna spedizione: zero costi logistici
  • Scalabilità: puoi crescere fino a 85.000€ di ricavi senza aumentare i costi

Obblighi specifici per l'e-commerce

  • Iscrizione alla Camera di Commercio — obbligatoria per le attività di commercio
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) — da presentare al Comune per il commercio elettronico
  • Condizioni generali di vendita — obbligatorie sul sito
  • Privacy policy e cookie policy — obbligatorie per legge (GDPR)
  • Diritto di recesso — 14 giorni per i consumatori (D.Lgs. 206/2005)
  • POS — non obbligatorio se vendi solo online con metodi di pagamento elettronici

Per gli strumenti utili a gestire pagamenti, conti e incassi: strumenti per forfettari.

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